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Bolzano
23 aprile | 13:24

Esercitano abusivamente la professione di dentista, due fratelli e un dipendente denunciati: sequestrati 60 mila euro nascosti in un finto condotto di areazione

Nel corso di una perquisizione sono state rinvenute e sottoposte a sequestro attrezzature odontoiatriche (tra le altre, un costoso scanner 3D, ma anche cannule, siringhe, pinze e “apri bocca”) e farmaci, nonché una consistente somma di denaro contante, oltre 60 mila euro in banconote tutte del taglio da 100 euro, nascoste all’interno di un finto condotto di areazione ricavato nella cantina dell’immobile

Esercitano abusivamente la professione di dentista, due fratelli e un dipendente denunciati

BRUNICO. Un insolito via vai da quello che, in apparenza, era un laboratorio odontotecnico non è passato inosservato agli occhi delle Fiamme Gialle della Compagnia di Brunico, impegnate nella quotidiana attività di controllo economico del territorio.

 

Il sospetto, poi rivelatosi fondato, è che in quello studio potessero essere eseguite prestazioni dentistiche da soggetti non abilitati, nei confronti di un consistente numero di pazienti, circostanza che ha trovato una prima conferma quando i finanzieri hanno deciso di appostarsi nei pressi dello stabile ed ulteriore riscontro nel momento in cui i militari hanno convocato alcuni clienti in caserma, per acquisire informazioni.

 

Tali evidenze sono state rappresentate alla Procura della Repubblica di Bolzano, che ha aperto un fascicolo d’indagine e delegato la perquisizione del laboratorio, nel corso della quale sono stati rinvenute e sottoposte a sequestro attrezzature odontoiatriche (tra le altre, un costoso scanner 3D, ma anche cannule, siringhe, pinze e “apri bocca”) e farmaci, nonché una consistente somma di denaro contante, oltre 60 mila euro in banconote tutte del taglio da 100 euro, nascoste all’interno di un finto condotto di areazione ricavato nella cantina dell’immobile.

 

Due fratelli, entrambi soci dello studio odontotecnico e un loro dipendente sono stati denunciati per esercizio abusivo della professione. Gli odontotecnici, infatti, sono abilitati esclusivamente alla realizzazione di apparecchi ortodontici e non possono svolgere alcun tipo di attività che preveda un contatto diretto con il paziente.

 

Tuttavia, il materiale rinvenuto e i numerosi appunti sequestrati testimoniano come i tre, da lungo tempo, avessero trasformato l’attività formalmente dichiarata in un vero e proprio studio dentistico, nel quale eseguivano cure dentarie anche complesse e invasive, quali otturazioni e ricostruzioni, anche somministrando medicinali e praticando anestesie.

 

Il rinvenimento di una così consistente somma di denaro conferma, poi, quanto dichiarato da alcuni clienti dello studio ai finanzieri, ovvero che i pagamenti avvenivano esclusivamente per contanti, espediente utilizzato per evitare la tracciabilità dei flussi finanziari ed eludere, conseguentemente, gli obblighi fiscali.

 

 

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